Gli indagati sono accusati dei reati di appropriazione indebita, furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli industriali, nonché falso documentale, materiale e ideologico.
L’indagine, denominata “Benna” e avviata nell’ottobre 2025 dai poliziotti della Squadra di polizia giudiziaria del Compartimento, ha portato all’individuazione di un gruppo criminale a carattere transnazionale che acquisiva un elevato numero di mezzi da cantiere come sollevatori telescopici, escavatori e macchine da lavoro, di provenienza illecita, che successivamente trasportava all’estero, in particolare in Arabia Saudita e Libia.
Il trasporto dei mezzi avveniva attraverso gli scali portuali di Ravenna e Civitavecchia, per un valore complessivo del giro d'affari di oltre un milione e 800mila euro.
Il sistema di riciclaggio prevedeva l’utilizzo di società fittizie riconducibili a componenti del gruppo criminale oppure a persone compiacenti.
Durante l’indagine sono stati sequestrati 12 mezzi d’opera, due semirimorchi, due autocarri e tre auto, tutti oggetto di riciclaggio e appropriazione indebita.
Punto importante dell’indagine è stato il sequestro operato dalla Squadra di polizia giudiziaria della Polizia stradale di Ravenna che ha sequestrato due macchine operatrici all’interno del porto prima che venissero imbarcate su una nave diretta in Arabia Saudita, già munite di nuova identità, cioè false targhette identificative e documentazione per l’esportazione falsa.
Gli ulteriori sviluppi dell’attività investigativa hanno portato a scoprire una fabbrica del taroccamento dei veicoli e di documenti di circolazione falsi, finalizzati all’elusione dei controlli di polizia, che avrebbero ostacolato la riconducibilità dei veicoli agli effettivi proprietari. L’obiettivo finale era quello di immettere i veicoli sul territorio estero.
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