Situazione al 19 luglio 2021


Situazione nazionale
 

Affinché il 19 luglio non sia un anniversario puramente retorico della strage di via D'Amelio, è necessario ed oltremodo opportuno fare il punto sulla situazione della lotta alla mafia nel nostro Paese.
Ebbene siamo nel momento più basso di sensibilizzazione degli ultimi 29 anni purtroppo. Vediamo perché.
Il 2021 è l'anno della messa in discussione (e conseguente abolizione) dell'ergastolo ostativo con conseguente anno concesso al parlamento per legiferare sul punto. A distanza di tre mesi nessuna discussione è ancora partita.
Il 2021 è l'anno del recovery fund grazie al quale arriveranno oltre 200 miliardi che piacciono anche alle organizzazioni mafiose.
Il 2021 è l'anno in cui è stato stimato in 3000 miliardi il tesorone delle mafie italiane disseminato a giro per il mondo.
Il 2021 è l'anno in cui si stanno mettendo in discussione le norme antimafia per una sorta di voglia di normalità come se la mafia fosse vinta.
Il 2021 è l'anno del riciclaggio, dell'usura e delle acquisizioni a go go grazie alla crisi economica covid.

Nonostante tutto ciò, il tema mafia non è all'ordine del giorno. È un tema scomodo che va dimenticato. Siamo tornati a due concetti cari che noi chiamiamo le 2C: convivenza e (semplice) contenimento. Ossia lo stato decide di convivere limitandosi al contenimento. Un ritorno al passato. Questo è il rischio che si corre.

Situazione Toscana 

Per il 2021 in Toscana dobbiamo seguire con attenzione oltre ai tradizionali clan italiani e stranieri cosa succede con cosa nostra di Partinico.
In relazione all'ultima operazione di alcuni giorni fa risulta l'amore di cosa nostra per la nostra regione per piantare le piantagioni di marijuana.
Oltre a ciò in Toscana rimane aperta la questione in relazione al problema dei rifiuti sia in materia di traffico che di sversamento con il rischio concreto di trovarsi davanti ad una terra dei fuochi. Si veda in tal senso l'ultima inchiesta Keu e la precedente del 2016 che toccò Palaia e dintorni oltre il recente rinvio a giudizio riguardante le discariche nel livornese di cui alla famosa intercettazione del 2017.

La Regione Toscana si sta attrezzando con un osservatorio regionale ed è fondamentale che sia ben organizzato e che parta presto.

Oggi viene lanciato il report su Lucca.

http://www.omcom.org/2021/07/report-lucca-2021.html


Situazione Firenze 


Firenze è da sempre una città che attira gli investimenti sia sani che criminali. Il covid con la conseguente crisi economica che attanaglia l'economia ha favorito o i gruppi normalmente speculatori che hanno investito le loro liquidità o i gruppi criminali. Bisogna attenzionare tutti i passaggi commerciali ed i nuovi soggetti in arrivo.

Per quanto riguarda i gruppi criminali riaffiora cosa nostra, vedasi il caso della decina di inizio d'anno oltre ai consueti gruppi criminali italiani e stranieri tra cui albanesi, nigeriani e cinesi.

Per quanto riguarda l'area lungarno del Tempio si segnala  Il problema delle gang, almeno quattro.
1)  gruppo di orientali.
2) gruppo di Rovezzano.
3) gruppo collegato ad un cantante.
4) gruppo di minori capeggiato da una ragazza e da un uomo.

Si ricorda inoltre il caso dell'ordigno al ristorante di cui non i parla più.



Rassegna stampa / comunicati nazionale 




Rassegna stampa nazionale

Mafia: Calleri, organizzazioni accumulato tesorone da 3.000 mld


14:18 (AGI) - Livorno, 18 gen. -  "C'è un tesorone da 3.000 miliardi di euro che è stato messo da parte dalle varie organizzazioni mafiose. Di fronte a un valore del genere che permetterebbe di risanare il debito pubblico italiano non si può che rimanere esterrefatti dal silenzio attorno a tale questione". A sostenerlo è il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri presentando una serie di studi sulla lotta alla mafia in Italia.(AGI) 

LU2/CHC


Mafia: Calleri, organizzazioni accumulato tesorone da 3.000 mld (2)


14:18 (AGI) - Livorno, 18 gen. -   "Il recente caso di soldi riconducibili su conti esteri sollevato dal quotidiano Domani - dice ancora Calleri - ha trovato spazio sui media nazionali solo per 24 ore.  Un episodio che si basa su una informativa della polizia di Reggio Calabria, ha permesso di quantificare in circa 500 miliardi di euro di cui oltre il 20% liquidi, il giro di affari di un broker usato da gruppi criminali campani, calabresi e siciliani anche se ancora il caso è aperto e non ci sono condanne e non è chiaro neppure se ci sono indagati". "Il dato dei 500 miliardi - ha aggiunto -  è però emerso in modo netto dalle intercettazioni di cui alla informativa e pertanto è plausibile. A livello internazionale esistono diversi broker delle organizzazioni criminali italiane e la Fondazione Caponnetto insieme all'Omcom ritiene che all'incirca il valore di questo cosiddetto tesorone sia presumibilmente pari a 3.000 miliardi di euro".(AGI)

LU2/CHC

14:20 (AGI) - Livorno, 18 gen. - "La mafia ai tempi del Covid si occupa di sanità. Pochi lo ricordano, ma da anni la mafia si occupa di farmacie e parafarmacie tant'è che ci sono oramai numerose inchieste in corso". Così il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, parlando degli 'affari' della criminalità organizzata durante la pandemia.

"Le farmacie - ha aggiunto - hanno un ruolo importante nel territorio e per questo sono appetibili. Il traffico dei farmaci, vero o falsi, delle bombole di ossigeno e i furti sono un businness che fa gola ai mafiosi. Un altro settore quindi su cui stare attenti sarà la distribuzione dei vaccini, sia influenzali che soprattutto quelli Covid. Bisognerà prestare molta attenzione ai trasporti" degli stessi "nel momento della distribuzione". Ma c'è anche altro. "Un ulteriore rischio corrente è quello degli appalti nelle forniture sanitarie dove la fretta dovuta alla emergenza ha favorito i clan e le truffe. Le inchieste in proposito sono numerose. Non rimane che affrontare la gestione delle Asl e degli ospedali che a volte sono in mano alle mafie specie dove controllano il territorio e grazie alle nomine di professori e primari a loro vicini. Per ultimo, ma non per importanza, non bisogna dimenticare il traffico di ambulanze, diffuso soprattutto al sud e che è una vera piaga sociale". (AGI)

Mafia: Calleri, esperienza italiana anti-crimine è invidiata


16:47 (AGI) - Firenze, 22 feb. - “L'Italia è stata invitata a unirsi alla Task Force Takuba. Obiettivo primario offrire addestramento sul campo (quindi in prima linea se occorre) alle varie forze governative del Sahel contro le fazioni jihadiste. Settore chiave non potrà che risultare il Mali, dove, per operare con efficacia si necessità di un autentico scambio informativo e di un approccio d'Intelligence basato sulle anti-interconnessione che vede spesso come attori alcune realtà autoctone tribali, organizzazioni jihadiste e strutture criminali di vario livello e settore geografico-globale”.

E’ quanto scrivono in una nota Salvatore Calleri e Pier Paolo Santi, della Fondazione Antonino Caponnetto.

“Oltretutto il Mali ha messo in luce un ulteriore delicato passaggio: l'abilità jihadista di muoversi in un conflitto sovrapposto. Se l'Italia parteciperà attivamente alla missione Takuba (ripetiamo rivolta al Sahel) con i suoi operativi (compreso le Forze Speciali) potremmo ottenere dei vantaggi che un domani diventerebbero strategici a condizione di non essere semplicemente una presenza passiva e transitoria atta a dare un ulteriore tonalità di internazionalità alla presenza sul campo di un alleato storicamente coinvolto".(AGI) 

COM/MAV




Mafia: Calleri, esperienza italiana anti-crimine è invidiata (2)


16:47 (AGI) - Firenze, 22 feb. - "Ora più che mai dovrà essere una guerra con forti basi d'Intelligence delle anti-interconnessione perché, come evidenziato nell'ultimo Rapporto OMCOM, nel Sahel e sopratutto in Mali dovrebbe trasferirsi e operare attivamente quella che abbiamo definito l'Intelligence jihadista nordafricana...grande nemica dell'Europa”.

Come OMCOM e Fondazione Antonino Caponnetto che da anni dedicano i propri sforzi alla Ricerca e Analisi sui fattori criminali nazionali-internazionali e pionieristicamente da tempo anche alle Interconnessioni con altre realtà di varia matrice (compreso quella jihadista), poniamo un quesito: non risulterebbe vantaggioso, sempre se non sia in corso una applicazione simile, ampliare il ventaglio d'azione e aggiungere operativi del settore antimafia (Ros, Dia e altre strutture delle Forze investigative abilitate) al personale italiano in Sahel?"

"Oltre che un valore aggiunto ideale per il contesto, si tramuterebbe in un vantaggio derivato dalla possibilità di allargare i nostri parametri investigativi e HUMINT in una collaborazione potenzialmente permanente sul campo con i paesi interessati?”

“L'esperienza italiana anti-crimine è invidiata all'estero, un dato di fatto e un punto di partenza. Oltre ad un addestramento militare sul campo, previsto dalla missione, potrebbe coesisterne uno parallelo da proporre per permettere di far raggiungere competenze sempre più elevate alle forze investigative dei paesi coinvolti, costretti a convivere quotidianamente la sinergia tra criminalità e jihadismo. Questo permetterebbe non solo una presenza su settori chiave per traffici e minacce rivolte verso il Mediterraneo e l'Europa ma anche supportare, in futuro, le analisi su "raccolta informazioni" ed elaborazioni sempre più efficienti e in linea con i più elevati parametri qualitativi.

Si necessita di una precauzione: alcune strutture locali dei settori interessati possono essere di facile infiltrazione da parte della criminalità e di gruppi jihadisti e quindi occorre – si conclude nella nota - una precisa scelta di personale prima di dare avvio a scambi operativo-investigativi di alto profilo. Non dobbiamo permettere che personale da noi addestrato sia un domani una preziosa risorsa della parte rivale”.(AGI)

COM/MAV

Mafia: Fondazione Caponnetto,per chi combatte è l'ora più buia


14:25 (AGI) - Roma, 20 mar. - “Oggi è il momento più difficile nella lotta contro la mafia da 30 anni a questa parte". Lo afferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si celebra domani in tutta Italia. 

   "Ciò che chi combatte realmente la mafia, noi insieme ad altri, temevamo è puntualmente avvenuto: la fine del cosiddetto doppio binario - aggiunge - per i non addetti ai lavori il doppio binario e quell'insieme di norme antimafia speciali nate con il sangue delle vittime. In parole povere la mafia vien trattata peggio dei criminali comuni. L'ergastolo per un mafioso era vero, ossia senza fine pena. Il 41bis era vero, ossia senza alcuna possibilità di mandare ordini all'esterno ed altro ancora. Oggi in nome di una sorta di buonismo pro mafia volontario, indotto oppure involontario, consapevole od inconsapevole, il risultato non cambia, abbiamo de facto eliminato il doppio binario". (AGI) 

RED/SIM

Mafia: Fondazione Caponnetto,per chi combatte è l'ora più buia (2)


14:25 (AGI) - Roma, 20 mar. - "Eppure - prosegue il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto - oggi la mafia è forte. Tremendamente forte. L'allarme lanciato più volte dall'Europol, dalla Dna, dalla Dia e da tutte le forze dell'ordine sull'attenzione da porre prima dello stanziamento dei recovery fund potrebbe essere un fulgido esempio di antimafia del giorno prima, ma temo rimarrà un grido nel vuoto. La sensazione è che in modo silente si sia scelto di riconvivere con la mafia. Oggi in Italia si stanno perdendo pezzi per strada della normativa che a livello internazionale ci invidiano. Le norme sulle interdittive e white list, vengono messe in discussione. Le norme sullo scioglimento dei comuni anche. Siamo arrivati al punto che non è sufficiente che il Consiglio di Stato dica che determinati comuni vadano sciolti, si prende tempo e si mira ad abolire la normativa. Per chi combatte la mafia è l'ora più buia".

   "Le poche note positive sono i numerosi procedimenti contro la mafia in corso ed il primo ergastolo al boss Nino Madonia per il duplice omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie incinta, Ida Castelluccio, uccisi il 5 agosto 1989. Un primo segnale di giustizia che il padre di Nino, Vincenzo non ha mai smesso di chiedere e che è arrivato dopo 32 anni.

Se i cittadini per bene non batteranno un colpo lo Stato perderà, la lotta alla mafia deve ritornare tema fondante nella vita democratica del Paese” conclude. (AGI)

RED/SIM

Mafie: Fond. Caponnetto, si perdono pezzi norme antimafia


Calleri, 'è ora più buia , venuto meno il doppio binario'


20 Marzo , 17:13

(ANSA) - FIRENZE, 20 MAR - "Oggi è il momento più difficile nella lotta contro la mafia da 30 anni a questa parte. Ciò che chi combatte realmente la mafia, noi insieme ad altri, temevamo è puntualmente avvenuto: la fine del cosiddetto doppio binario, quell'insieme di norme antimafia speciali nate con il sangue delle vittime. In parole povere la mafia viene trattata peggio dei criminali comuni. Oggi in nome di una sorta di buonismo pro mafia volontario, indotto oppure involontario, consapevole od inconsapevole, abbiamo de facto eliminato il doppio binario. Eppure oggi la mafia è forte". Così Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, in occasione della Giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si celebra domani in tutta Italia. Per Calleri, spiega una nota, "oggi in Italia si stanno perdendo pezzi per strada della normativa che a livello internazionale ci invidiano. Le norme sulle interdittive e white list, vengono messe in discussione. Le norme sullo scioglimento dei comuni anche. Siamo arrivati al punto che non è sufficiente che il Consiglio di Stato dica che determinati Comuni vadano sciolti, si prende tempo e si mira ad abolire la normativa. Per chi combatte la mafia è l'ora più buia". "L'allarme lanciato più volte dall'Europol, dalla Dna, dalla Dia e da tutte le forze dell'ordine - aggiunge -sull'attenzione da porre prima dello stanziamento dei recovery fund potrebbe essere un fulgido esempio di antimafia del giorno prima, ma temo rimarrà un grido nel vuoto. La sensazione è che in modo silente si sia scelto di riconvivere con la mafia". "Se i cittadini per bene non batteranno un colpo - conclude - lo Stato perderà, la lotta alla mafia deve ritornare tema fondante nella vita democratica del Paese". (ANSA).

Mafia: Calleri, smantellare norme sarebbe 'cuccagna' per i boss


12:22 (AGI) - Firenze, 24 mar. - Nell’udienza pubblica alla Consulta l’Avvocato di Stato ha aperto alla liberazione condizionale ai condannati all’ergastolo ostativo. Ha chiesto, infatti, ai giudici di non dichiarare incostituzionali le norme (art. 4bis e 58ter o.p.; legge 203/91), ma di lasciare al magistrato di sorveglianza la possibilità di giudicare caso per caso le ragioni della mancata collaborazione che è condizione per ottenere il beneficio. La conseguenza sarebbe che il giudice, dopo 26 anni di carcere, può concedere la libertà vigilata anche ai boss irriducibili senza che abbiano mai manifestato alcuna intenzione di collaborare con la giustizia.

In attesa della decisione della Corte, Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, prende posizione e spiega: “Ammorbidire de facto l'ergastolo ostativo e passare successivamente ad una revisione del 41bis rappresenta una ‘cuccagna’ per i mafiosi ed i loro boss. È passato da poco il 21 marzo, giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti della mafia, e non manca molto al 23 maggio, anniversario della strage di Capaci del 1992, lo smantellamento delle norme antimafia che i mafiosi temono non è certo un bel modo di ricordare i nostri eroi uccisi dalla mafia. Una regola basilare nel combattere la mafia sarebbe quella di non alleggerire o abolire le norme che i mafiosi non amano. È evidente che oggi la mafia non la si vuole combattere più. Il messaggio che si manda è nefasto specie nel momento in cui stanno per arrivare i miliardi del recovery fund. Chi ha orecchie per intendere intenda, chi può intervenire intervenga sennò la mafia avrà vinto l'ennesima battaglia importante”.(AGI)

COM/MAV

Mafia: Calleri, presto in piazza a difesa ergastolo ostativo


13:30 (AGI) - Firenze, 6 apr. - “Continua la mobilitazione social della Fondazione Antonino Caponnetto in difesa dell’ergastolo ostativo in particolare e più in generale per la normativa antimafia e antiterrorismo che sono oggi in serio pericolo.

Dopo il successo dell’iniziativa social di ieri con i tanti messaggi video arrivati al ‘Gruppo Giornata di Mobilitazione in Difesa dell’Ergastolo Ostativo e 41 bis’ il gruppo ha cambiato nome ed ora le prese di posizione, i brevi messaggi video di chi vuole metterci il cuore e la faccia troveranno accoglienza e posto nel gruppo “Mobilitazione permanente in Difesa dell’Ergastolo Ostativo e del 41bis”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Fondazione Antonio Caponnetto, Salvatore Calleri.

“Una scelta che la Fondazione – aggiunge Calleri - deve a chi con passione ha aderito alla giornata, familiari delle vittime, semplici cittadini, giornalisti, parlamentari, una scelta per tenere alta la guardia nella lotta alla mafia. Appena poi fuori dalla zona rossa scenderemo anche in strada: in Toscana stiamo programmando sit in davanti alla sede della Regione e della prefettura a Firenze. Iniziative saranno attuate anche nel resto del Paese”.(AGI)

COM/MAV

MAFIA: A BREVE DECISIONE SU ERGASTOLO OSTATIVO 

 

Antoci: “Pentimento e Collaborazione siano linee guida”

 

  

Firenze, 8 aprile 2021 – Sono tante le voci che si sono fatte sentire e che hanno evidenziato grande preoccupazione per il prossimo verdetto della Consulta sull’ergastolo ostativo.

Oggi, a pochi giorni dall’atteso verdetto, arriva da Giuseppe Antoci - Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi, vittima nel 2016 di un gravissimo attentato mafioso - un grido di allarme.

“Spero che i prossimi giorni non ci riservino sorprese dolorose che sarebbero difficile da spiegare a tanti che hanno vissuto l’orrore delle mafie e la loro violenza assassina. Sono convinto – dichiara Antoci - che deve essere l’Italia a convincere l’Unione Europea ad attuare contro le mafie norme severe per prevenirle e contrastarle e non, invece, a far passare il messaggio che tali norme possano essere depotenziate. Non servono modifiche dell’ergastolo ostativo, serve solamente convincere i mafiosi che l’unico modo per usufruire dei benefici, che la normativa già prevede, sia quello di pentirsi e collaborare con la giustizia. Il resto sarebbe solo un modo per mortificare anni di lotta alla mafia e tanti uomini dello Stato che per quella lotta hanno perso la vita – conclude Antoci. 

Mafia: Toscana, sit-in in difesa dell'ergastolo ostativo 


12:14 (AGI) - Firenze, 23 apr. – Sit-in in difesa dell'ergastolo ostativo. E’ l’iniziativa organizzata dalla fondazione Caponnetto che questa mattina ha manifestato davanti alla sede della Regione Toscana, in Piazza Duomo.

 "Siamo qui per difendere le norme antimafia” spiega il presidente della fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri. “Contestiamo la sentenza della Corte Costituzionale che non ci è piaciuta, noi siamo dalla parte di Abele che viene sempre prima di Caino, le famiglie delle vittime di mafia piangono per questa decisione. Non possiamo accettare che le richieste dei mafiosi vengano accolte". (AGI) 

FI6/MAV


Mafia: Toscana, sit-in in difesa dell'ergastolo ostativo  (2)


12:14 (AGI) - Firenze, 23 apr. - La fondazione in memoria del magistrato antimafia Caponnetto lancia dunque un invito alle istituzioni regionali a difesa della misura dell'ergastolo per i condannati per mafia che si rifiutano di collaborare con la giustizia. "Chiediamo al presidente della regione Toscana, Eugenio Giani e a tutti i politici - sottolinea Calleri – di fare fronte comune per difendere le norme. Diversamente – aggiunge - eroi come Falcone, Borsellino, Caponnetto si rivolteranno nella tomba. La nostra è una battaglia permanente e simbolica che non si ferma". 

Nelle prossime settimane la fondazione Caponnetto annuncia che terrà altri sit-in a Udine, Roma e in altre città. "Negli ultimi 30 anni il nostro lavoro ha portato dei frutti nella lotta alla mafia - ribadisce Giuseppe Vitale, consigliere della fondazione ed ex agente della scorta assegnata al magistrato Caponnetto - questa sentenza rischia di mettere in discussione quanto stanno facendo poliziotti, magistrati e giudici impegnati in questa battaglia". 

E sulla sua storia Vitale aggiunge: "Non esistono supersbirri, io mi definisco un operaio: ero in strada, a fare le indagini, ad arrestare i mafiosi. Siamo solo dei cittadini che hanno preso una strada a favore della legalità". Un tema caldo dopo l'indagine sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nel territorio toscano. "Ne parliamo dal 2003 della presenza della mafia ovunque, anche in Toscana - sottolinea Calleri - e oggi siamo preoccupati per la situazione e panche per questo siamo davanti alla Regione, siamo a disposizione delle Istituzioni. Siamo gli unici in grado di poter recuperare la situazione e dare il nostro contributo alla lotta alla mafia". (AGI)

Dl Semplificazioni: Calleri, massimo ribasso favorisce la mafia


09:10 (AGI) - Milano, 28 mag. - “Si parla molto di appalti in questi giorni in relazione alle intenzioni del governo di derogare al codice degli appalti e di liberalizzare il sub appalto reintroducendo il criterio del massimo ribasso. Se ne parla in un momento in cui la mafia, in tutte le sue varietà, è in forma perfetta. Per non aiutare la mafia occorre da un lato eliminare l'eccesso di burocrazia, ma semplificare deve far rima con decuplicare gli addetti ai controlli che sono troppo pochi e sovraccarichi di lavoro". Lo dichiara il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Salvatore Calleri, secondo il quale "ci vuole anche altro per non aiutare la mafia: bisogna vietare il massimo ribasso... È bene essere chiari. La mafia ci va a nozze", inoltre "è necessaria una unificazione delle Banche Dati per rendere più efficace l'operato degli addetti ai lavori e quindi ai controlli e superare l'odierna frammentazione delle informazioni in numerose Banche Dati che non dialogano tra loro", e infine, "bisogna controllare ed avere l'elenco di chi vince gli appalti e chi ottiene i sub appalti". "Lottare contro la mafia non significa essere contro lo sviluppo ma, al contrario, favorire lo sviluppo sostenibile. In caso contrario aiuteremo la mafia che si accaparrerà i fondi del recovery fund”, conclude Calleri. (AGI)



Mafia: Calleri, continua battaglia a difesa ergastolo ostativo


14:02 (AGI) - Firenze, 21 apr. - “La Consulta chiamata a decidere sulla costituzionalità dell’ergastolo ostativo, una misura del regime penitenziario previsto dal nostro ordinamento che esclude dall’applicabilità dei benefici penitenziari gli autori di reati di mafia, nel caso in cui il soggetto condannato non collabori con la giustizia, ha dichiarato la norma contraria al dettato costituzionale, ma nelle stesso tempo ha stabilito di rinviare la trattazione delle questioni a maggio 2022”. “la Fondazione Antonino Caponnetto prende atto del fatto che ora il cerino è in mano al Parlamento e continua la propria battaglia in difesa delle normativa antimafia”. Lo afferma in una nota Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponneto.

“Un po' più di anno – si legge sempre nella nota - la decisione è del 15 aprile, per ‘consentire al legislatore gli interventi che tengano conto sia della peculiare natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e delle relative regole penitenziarie, sia della necessità di preservare il valore della collaborazione con la giustizia in questi casi”’.

Mantenendo la promessa fatta, con la Toscana in zona arancione, la Fondazione Antonino Caponnetto ha in programma un sit in in difesa ergastolo ostativo e normativa antimafia” venerdì 23 aprile ore 11 di fronte alla presidenza Regione Toscana, piazza del Duomo, 10.(AGI)

MAV



Brusca: Calleri, politica agisca in fretta per cambiare norme


(AGI) - Firenze, 1 giu. - “La scarcerazione di Brusca è un premio per aver collaborato con la giustizia. E’ fuori dal carcere per una norma voluta anche da Falcone, Borsellino e Caponnetto, la qual cosa non rende meno sgradevole il fatto.

Il vederlo libero ha provocato una rabbia collettiva fra tutti i politici e semplici cittadini”. Lo afferma in una nota Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto.

“La Fondazione Antonino Caponnetto ritiene che ora tutti quei politici debbano tramutare la loro rabbia in azioni per far sì che i mafiosi non escano, dopo 26 anni, per effetto della sentenza della Cedu a cui fa riferimento la Corte Costituzionale che ha dato un anno di tempo al Parlamento per modificare la normativa sull’ergastolo ostativo. Si utilizzi tale rabbia per evitare che i mafiosi tornino in libertà”.(AGI)

Fond.Caponnetto, rabbia per Brusca,evitare di scarcerare mafiosi


01 Giugno , 16:02

(ANSA) - FIRENZE, 01 GIU - "Il vederlo libero ha provocato una rabbia collettiva fra tutti i politici e semplici cittadini. Si utilizzi tale rabbia per evitare - dopo la sentenza della Cedu e quella della Corte Costituzionale - che i mafiosi tornino in libertà". Lo dichiara Salvatore Calleri presidente Fondazione Antonino Caponnetto affermando inoltre che "la scarcerazione di Brusca è un premio per aver collaborato con la giustizia. E' fuori dal carcere per una norma voluta anche da Falcone, Borsellino e Caponnetto, la qual cosa non rende meno sgradevole il fatto". "La Fondazione Antonino Caponnetto - prosegue - ritiene che ora tutti quei politici debbano tramutare la loro rabbia in azioni per far sì che i mafiosi non escano, dopo 26 anni, per effetto della sentenza della Cedu a cui fa riferimento la Corte Costituzionale che ha dato un anno di tempo al parlamento per modificare la normativa sull'ergastolo ostativo. Si utilizzi tale rabbia per evitare che i mafiosi tornino in libertà". (ANSA).


Rassegna stampa/comunicati Toscana 


Mafia: Calleri,in Toscana rischi infiltrazioni specie in turismo


14:33 (AGI) - Livorno, 18 gen. -  "Il modello economico toscano basato su turismo, ristorazione e settore alberghiero risente in modo particolare della pandemia e di conseguenza ci troviamo di fronte ad un aumento del rischio di infiltrazione criminale e mafiosa vista la inevitabile debolezza economica". A dirlo il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, durante la presentazione di un report sulla lotta alla mafia in Italia e in Toscana. "Questo comporta una serie di rischi economici e sociali come usura, riciclaggio mediante acquisizione di attività, infiltrazioni criminali nelle proteste mirandi ad assumere informazioni su chi è in difficoltà e aumento delle dipendenze e del consumo di droga collegato al periodo pandemico".(AGI)

LU2/CHC


DICHIARAZIONE STAMPA




La Fondazione Caponnetto auspica, nel pieno rispetto dell'autorità giudiziaria, che si indaghi a 360 gradi con una attenzione pure al fenomeno mafioso


Firenze 12.04.2021.- "La Fondazione Antonino Caponnetto esprime la propria preoccupazione per gli incendi avvenuti in provincia di Arezzo a Bucine ed auspica, nel pieno rispetto dell'autorità giudiziaria che si indaghi a 360 gradi con una attenzione pure al fenomeno mafioso.

La provincia di Arezzo è sempre stata monitorata con attenzione dalla Fondazione Caponnetto e pure dal giudice quando era in vita.

Non si abbia paura di nominare la mafia in un territorio in cui è ben presente e dove con il Covid si sta arricchendo sempre di più".

Lo dichiara Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

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Focus sulle presenze della criminalità organizzata nella provincia di Arezzo

Nella provincia di Arezzo, in particolare in Val di Chiana e Valdarno, si concentrano gli interessi di soggetti legati alla camorra napoletana .

Tale presenza, nel semestre in esame [1° 2020, il 2° deve ancora uscire], è confermata da un provvedimento ablativo disposto dal GIP di Napoli nei confronti dell’imprenditore campano che, tra Firenze e Arezzo, aveva creato una vera e propria holding criminale con lo scopo di riciclare i proventi illeciti provenienti dal clan Mallardo.

Alcuni provvedimenti interdittivi disposti dal Prefetto di Arezzo hanno, peraltro, evidenziato rischi di infiltrazione mafiosa anche da parte della ‘ndrangheta, in particolare per due aziende operanti nella ristorazione, rispettivamente riconducibili alla famiglia Bagalà (del clan Piromalli) di Gioia Tauro e alla cosca Labate di Reggio Calabria.

Le misure seguono quella emessa nel 2018 (confermata da una pronuncia del Tar) nei confronti di una società operante nel settore dei servizi, tenuto conto dei legami affaristici e personali tra il nucleo familiare cui l’azienda è riconducibile ed elementi di una cosca calabrese.

Per quanto riguarda i traffici degli stupefacenti è risultata di rilievo l’operazione eseguita il 6 marzo 2020 ad Arezzo dai Carabinieri, nei confronti di soggetti appartenenti a due gruppi criminali uno albanese e uno romeno, i quali operavano anche in altre località (Firenze, Perugia, Brescia, Trento e Verbania) dove sono state effettuate perquisizioni.


(fonte Semestrale Dia 2020)

'Ndrangheta:Calleri,nostri report antipatici ma avevamo ragione


12:54 (AGI) - Firenze, 16 apr. - “I nostri report, negli anni, ci hanno reso antipatici a molti, ma avevamo e abbiamo ragione.

L’importante operazione antimafia di ieri mi auguro faccia aprire gli occhi alla classe politica e sociale della Toscana”. Lo afferma in una nota Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponneto.

“Ieri – aggiunge - si è rotto, per molti, un tabù: i rapporti tra mafia e politica in Toscana, a prescindere che questi vengano o no giudicati un reato, non sta a noi dirlo, esistono".

"Molte le conferme arrivate da questa operazione: abbiamo avuto la conferma, lo diciamo da 8 anni, che abbiamo una nostra terra dei fuochi, con lo sversamento di 8000 tonnellate di rifiuti tossici;

- abbiamo avuto la conferma che le mafie mirano ad occupare le organizzazioni di categoria;

- abbiamo avuto la conferma che le mafie usano il porto di Livorno. Lo diciamo da anni.

La classe politica toscana, buona parte, benché avvertita, se ne è fregata dei nostri allarmi fino al punto che oggi la Toscana è divorata dalla mafia.

Le forze dell'ordine e la magistratura - si conclude nella nota - possono agire celermente come in questo caso, ma prevenire è compito delle classi dirigenti che in Toscana, purtroppo, hanno fallito”.(AGI)

COM/MAV



Rassegna stampa/comunicati Firenze 


Mafia: Calleri, molti affiliati in Toscana


14:22 (AGI) - Firenze, 27 gen. - “E' di ieri l'operazione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo contro cosa nostra, nel corso della quale sono stati disposti 16 fermi nei confronti di appartenenti al “mandamento” mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, le “famiglie” di Tommaso Natale, Partanna Mondello e ZEN – Pallavicino.

Tra gli indagati anche un capomafia storico: Giulio Caporrimo che, tornato in libertà dopo una lunga detenzione, a maggio 2019, si era trovato in contrasto con i nuovi vertici del clan, tanto che aveva deciso di stabilirsi a Firenze, prima di tornare a Palermo e ripristinare le gerarchie pregresse.

Riteniamo che quest'ultimo particolare – la presenza di un capomafia storico a Firenze - debba essere assolutamente tenuto in considerazione”. E’ quanto si legge in una nota del presidente Salvatore Calleri e Renato Scalia, dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto.

“Dall'inchiesta emergerebbe, infatti, che anche altri affiliati all'organizzazione mafiosa risiederebbero nel capoluogo toscano. Questa presenza inquietante - si legge sempre nella nota - è stata ampiamente documentata dai carabinieri che hanno svolto le indagini, mediante registrazioni di conversazioni e pedinamenti avvenuti proprio a Firenze.

Alla luce di quanto emerso dall'operazione della Dda di Palermo, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, la Fondazione Caponnetto ritiene verosimile quanto era già stato rilevato negli anni '90 dalla Guardia di Finanza, ossia la presenza di organismi decisionali di cosa nostra, le “decine”, nel territorio toscano”.(AGI)

COM/MAV

Mafia:Calleri,non escludere piste per ordigno ristorante Firenze


12:16 (AGI) - Firenze, 24 feb. -  “In un periodo molto difficile per la nostra città alla prese con la crisi Covid ieri è accaduto un episodio criminale che non può che destare preoccupazione ed inquietudine. Un ordigno artigianale è esploso danneggiando un ristorante situato in via Elio Gabbuggiani accanto alla Stazione Leopolda".

"A Firenze non si è abituati a tale gesti che non sono da sottovalutare in alcun modo. Tra le varie piste, nel rispetto di chi svolgerà le indagini, si seguano pure quelle mafiose o collegate al mondo della usura”. Così in una nota Salvatore Calleri, Presidente Fondazione Antonino Caponnetto secondo il quale “la crisi pandemica sta cambiando velocemente i parametri criminali e la nostra città è sotto assedio mafioso da tempo oramai. Non bisogna avere paura di parlarne cadendo nella auto-omertà”.(AGI)

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Ordigno a pizzeria: Fond.Caponnetto, seguire mafie o usura

Calleri, non si abbia paura di parlarne se no è auto-omertà

24 Febbraio , 13:09

(ANSA) - FIRENZE, 24 FEB - A Firenze "è accaduto un episodio criminale che non può che destare preoccupazione ed inquietudine. Un ordigno artigianale è esploso danneggiando un ristorante situato in via Elio Gabbuggiani accanto alla Stazione Leopolda. A Firenze non si è abituati a tale gesti che non sono da sottovalutare in alcun modo". Lo dichiara Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto sull'esplosione di un ordigno che ha danneggiato un locale. Calleri aggiunge che "tra le varie piste, nel rispetto di chi svolgerà le indagini, si seguano pure quelle mafiose e/o collegate al mondo della usura". "La crisi pandemica sta cambiando velocemente i parametri criminali e la nostra città è sotto assedio mafioso da tempo oramai - conclude -. Non bisogna avere paura di parlarne cadendo nella auto-omertà". (ANSA).

Mafia: Calleri, attività appetibili da criminalità;controllare


09:06 (AGI) - Firenze, 11 giu. - “A Firenze, e in generale in Toscana, la crisi economica pandemica si è fatta sentire mettendo in forte difficoltà le aziende sane. Firenze - dichiara in una nota Salvatore Calleri presidente Fondazione Antonino Caponnetto - è sempre stata appetibile in passato e lo è ancora di più oggi per i gruppi criminali mafiosi e non. Girando per Firenze si notano diverse chiusure e nuove aperture. Si facciano subito controlli a tappeto. Il rischio riciclaggio per la Fondazione Antonino Caponnetto è da allarme rosso". I normali non hanno soldi. I mafiosi si. Occhio!”. (AGI)

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