Gli investigatori infatti, dopo aver analizzato i dispositivi elettronici sequestrati ai due, hanno potuto ricostruire un quadro probatorio efficace, tramutatosi in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dagli agenti della Sezione antiterrorismo del capoluogo emiliano con il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, con l’accusa di possesso e fabbricazione di documenti falsi, utili per una presunta affiliazione a un’organizzazione terroristica.
Ulteriori accertamenti, infatti, hanno evidenziato che sui due pendeva già un mandato d’arresto internazionale emesso dalle autorità della Federazione russa, inserito nel sistema Interpol mediante una Red notice, con l’accusa di affiliazione a un’organizzazione terroristica denominata “Imarat Kavkaz”, oltre alla partecipazione ai conflitti armati in territorio siriano nel periodo di massima operatività dell’organizzazione di matrice jihadista.
In quell’occasione però non venne concessa l’estradizione dei due verso la Federazione russa, considerata la situazione internazionale che coinvolge quel Paese.
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