L’operazione è stata coordinata dalla Procura presso il tribunale per i minorenni di Napoli e il giovane è stato trasferito presso l’Istituto penale minorile di Nisida con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo
L’indagine, condotta dagli uomini della Digos di Napoli e Caserta con il supporto della Direzione centrale della Polizia di prevenzione ha messo in luce una realtà di radicalizzazione digitale, infatti il ragazzo non si limitava all'adesione ideologica, ma puntava al proselitismo e all'addestramento.
Dalle analisi dei dispositivi è emersa la condivisione di manuali per la fabbricazione di esplosivi artigianali, prodotti ufficialmente dalle agenzie di comunicazione dello Stato islamico.
Gli investigatori stanno effettuando ulteriori approfondimenti sulla cerchia di amicizie del giovane per valutare la posizione dei coetanei che hanno ricevuto il materiale multimediale e verificare se vi siano altre persone coinvolte nel processo di radicalizzazione.
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