Mafie, Fondazione Caponnetto 'a Prato ci sono terre di nessuno'
Mafie, Fondazione Caponnetto 'a Prato ci sono terre di nessuno' 'Criminalità organizzata sottovalutata per decenni, perso tempo prezioso' (ANSA) - PRATO, 19 MAG - La situazione della criminalità a Prato è un argomento "che non va in alcun modo sottovalutato" come "è stato fatto negli anni" e così "abbiamo perso tempo prezioso". Lo denuncia Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, che oggi a Firenze ha presentato un report sulla città laniera, dove si voterà il 24 e 25 maggio. Un focus, spiega "dove abbiamo messo assieme tutto: i rapporti della Dia, quelli dell'Irpet su Prato e dell'Osservatorio del Consiglio regionale", così come "le operazioni fatte dalla procura di Firenze e quelle fatte dall'eccellente procuratore di Prato Tescaroli". "E - afferma Calleri - dal quadro emerge che c'è una guerra di mafia in corso", "basta anche vedere cosa è successo negli ultimi 10 giorni tra banche clandestine e il traffico di rifiuti tessili tra Montemurlo e Livorno", "fino ai pestaggi nei confronti dei lavoratori". Per il presidente della Fondazione Caponnetto "quando si sottovaluta una questione in un ex isola felice, la responsabilità è sempre socio-politica collettiva, perché comunque non si è trattato un tema quando lo si doveva fare, magari anche in buona fede", "per esempio quando iniziai a parlare di mafia cinese, 26 anni fa, mi dissero che si rischiava il razzismo". Per Calleri "a Prato abbiamo delle terre di nessuno in cui non si entra, in mezzo ai capannoni" e non solo. "Non possiamo avere terre di nessuno nello Stato italiano, da nessuna parte, in nessun posto. Quindi bisogna lavorare affinché diventino terre di tutti, intervenendo con la necessaria durezza", l'appello rivolto ai candidati sindaci. "La politica - ha poi concluso - deve essere inavvicinabile. Le organizzazioni criminali, quando sono presenti sul territorio, provano sempre a influenzare le elezioni, sempre. È una regola. Quindi, è una regola che potenzialmente vale anche per Prato".
Mafie, Fondazione Caponnetto 'a Prato ci sono terre di nessuno' (2)
Mafie, Fondazione Caponnetto 'a Prato ci sono terre di nessuno' (2) (ANSA) - FIRENZE, 19 MAG - Ad ascoltare Calleri c'erano il candidato sindaco del centrodestra alle Comunali di Prato, Gianluca Banchelli, e Jonathan Targetti di Alternativa c'è. Banchelli si è detto "rincuorato" per aver avuto la conferma che finora "c'è stato un negazionismo", da parte delle istituzioni anche "per aver paura di passare da razzisti, sono parole che ha detto Calleri. E il negazionismo ci ha portato a questo punto". "Noi - con riferimento al centrodestra - non abbiamo mai negato che questo problema dovesse essere affrontato. Anche nei pochi anni in cui il centrodestra ha governato in città lo abbiamo fatto attraverso la squadra interforze, tenendo alta l'attenzione. Poi è stata cancellata e noi la vogliamo assolutamente rimettere". Un altro tema sul quale "mi sento serenissimo", ha spiegato, "è la trasparenza per chi vuole ricoprire" il ruolo di sindaco. "Non ho mai avuto finanziamenti da gruppi diciamo 'grigi', sono una persona che non può essere tirata per la giacchetta e penso che con questa serietà si possa affrontare questo problema". Per Targetti è un tema che va "riconosciuto come un'emergenza e come un qualcosa su cui intervenire" anziché "parlare di percezione". Prato "è una città che ha una grave carenza infrastrutturale, abbiamo un tribunale che non è adeguato e sottodimensionato come personale, abbiamo una questura e una sede della polizia locale che sono sotto sfratto" e anche "il carcere della Dogaia che purtroppo sconta gravi carenze anche lì sia infrastrutturali che di personale. Ed è una città considerata di frontiera, che si ritrova ad affrontare un problema enorme come quello della criminalità organizzata e della criminalità organizzata cinese. Per anni si è fatto finta che il problema non ci fosse, ora tutti i nodi sono venuti al pettine ed è arrivato il momento di affrontarli in maniera seria", annunciando la presentazione di un pacchetto di 15 proposte su sicurezza e legalità. (ANSA)
COMUNICATO STAMPA
Criminalità organizzata a Prato, Chiara Bartalini (M5S): «Noi con la Fondazione Caponnetto, antimafia è nel nostro Dna»
Prato, 21 maggio 2026 – «Facciamo nostro l’appello della Fondazione Caponnetto, nella consapevolezza della sua urgenza civile e istituzionale: la situazione della criminalità a Prato è complessa e rappresenta un problema grave di cui la politica deve farsi carico il prima possibile»: così la capolista del M5S Chiara Bartalini in risposta all’appello ai candidati sindaco lanciato dal presidente della Fondazione Calleri.
«Il report della Fondazione è uno strumento preziosissimo che può arricchire la nostra visione di amministratori e aiutarci a capire come poter incidere davvero: vedere Prato fra i primi 25 territori italiani più infiltrati dalla presenza mafiosa è una sconfitta civile e istituzionale. Il Movimento 5 Stelle non intende sottrarsi alle sue responsabilità politiche, anzi: la legalità nel tessile, la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e la tutela delle imprese sane ci riguardano in prima persona. Servono fatti: in primis che il ministro doti questa città degli strumenti di cui ha bisogno.
È per questo che un mese fa abbiamo lanciato una petizione, che invitiamo tutti i pratesi a firmare, per chiedere che il ministro Nordio ascolti il procuratore Tescaroli, doti la Procura pratese dell'organico di cui ha bisogno e riconosca la straordinarietà della situazione cittadina, che non ha eguali né in Toscana né nel resto del Paese: il razzismo non c’entra. Prato è una città in cui si intrecciano interessi criminali diversi nei confronti dei quali per troppo tempo non si è fatto abbastanza. Riconoscere la pericolosità della mafia cinese e delle altre organizzazioni criminali significa essere realisti e volersi prendersi cura del bene comune e sostenere quella parte della città che ogni giorno costruisce legalità, lavoro e coesione sociale».




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