RECENSIONE TRACCE DI VERITÀ

 



Conosco Gianni Palagonia da una mezza vita per i suoi libri, ma non conosco e non ho mai voluto conoscere il suo vero nome. Gianni è uno sbirro come amo definirlo. Sbirro a 360 gradi. Una persona per bene.

Ha fatto indagini ed anticipato cose come pochi altri. Uno sbirro con la S maiuscola e d'altri tempi. Duro e crudo contro i mafiosi e capace di annusarne la presenza anche a mille km di distanza, nelle cosiddette isole felici.

Il suo ultimo libro ha un titolo importante ed ingombrante: tracce di verità. Un lungo e piacevole elenco di rivelazioni, di fatti veri, di denunce scomode.

 Per lui avrebbero dovuto inventare un apposito reato: "il reato di aver scritto".

Per i criminali o per chi fa finta di combatterli è stato, ed è, sicuramente una persona "camurrìusa", ossia che dà fastidio. 

Ma alle denunce e scomode ed ai fatti narrati si aggiungono spezzoni di vita privata. Il tutto scorre molto bene e rende il libro una lettura gradevole. Essere scomodi e gradevoli non è da tutti. 

Il libro termina con un riferimento all'Ispettore Ginko che non vi spoilero, ma che è veramente carino. 

Salvatore Calleri


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