Palermo: jihad e istigazione al terrorismo, due fermi e cinque minorenni perquisiti

 

 

Hanno adottato condotte volte alla propaganda jihadista e all’istigazione al terrorismo, inneggiando e incitando all’azione violenta e all’uso delle armi, quale strumento di lotta contro l’Occidente e i miscredenti. Si tratta di due cittadini stranieri destinatari dei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi al termine dell’indagine condotta dai poliziotti della Digos di Palermo e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione.

L’accusa formalizzata è quella di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.

Eseguiti anche due decreti di perquisizione personale, locale e informatica, emessi dalla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo a carico di due minori stranieri, indagati per i reati di detenzione abusiva di armi da sparo, emersi come contatti delle persone destinatarie del decreto di fermo.

Le condotte contestate ai due fermati si sono concretizzate nella divulgazione, attraverso profili presenti sui social network Tik Tok e Instagram, di messaggi con richiami alla Jihad e al martirio religioso, espressione di un’indole violenta e della fascinazione per le armi da guerra e gli esplosivi.

Nel corso delle indagini sono state rilevate pubblicazioni social, sintomatiche di un avanzato processo di radicalizzazione religiosa, che presuppongono come sacrificio estremo l’eliminazione dei miscredenti “…da mandare all’inferno…”, facendo anche riferimento al dovere di colpire le “…loro città sporche…” e le “…loro sporcizie politeiste…”, istigando così a commettere delitti di varia natura sul territorio italiano.

È stata riscontrata la condivisione di immagini raffiguranti la Casa Bianca in fiamme, con il vessillo dello Stato islamico sostituito alla bandiera statunitense, e gruppi armati islamisti, con richiami a figure di riferimento della galassia jihadista, quali Osama Bin Laden, Abū Muḥammad al-Adnānī (leader dell’Isis), e di altri attentatori suicidi.

Emblematico è il video che, sullo sfondo del vessillo dello Stato Islamico, mostra atti di violenza da parte di un uomo con indumenti di colore nero nei confronti di soggetti inginocchiati e ammanettati, vestiti con tute di colore arancione, tra i quali è possibile riconoscere l’attuale Presidente degli Stati Uniti

Sono state, inoltre, acquisite evidenze raffiguranti gli indagati, intenti in attività di preparazione atletica e di addestramento, mediante la pratica di alcuni sport da combattimento, accompagnati da musiche religiose, frasi di lode ad Allah e, in alcuni casi, anche dal gesto dello sgozzamento.

Nello stesso contesto investigativo sono emersi tre stranieri minorenni, di cui due presenti nella provincia di Trapani e uno nel Nord Italia, tutti accomunati da una fascinazione per le armi e nei cui confronti sono stati eseguiti i decreti di perquisizione personale e locale.

Il monitoraggio dei rispettivi profili social ha permesso di accertare l’esistenza di numerose pubblicazioni sulle piattaforme digitali Instagram e Tik Tok, che li ritraggono mentre fanno uso di pistole semiautomatiche nonché armi da punta e da taglio, con riferimenti alla simbologia islamica.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi dispositivi e strumenti informatici, una replica di pistola mitragliatrice priva di tappo rosso, oggetti recanti simbologie islamiste. Nell’abitazione dei minori della provincia di Trapani è stata sequestrata una pistola semiautomatica di tipo softair priva di tappo rosso.

09/04/2026

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