La mafia al Nord esiste di Salvatore Calleri

 



Nel 2019, quando scrissi il "Manuale di sopravvivenza alla mafia", dedicato ai principali luoghi comuni sul fenomeno mafioso, non affrontai in modo specifico l'affermazione secondo cui "la mafia al Nord non esiste". Scelsi invece di concentrarmi su un altro luogo comune, strettamente collegato:


"Non si deve parlare di mafia perché si rovina la reputazione di un territorio."


Si tratta di una convinzione diffusissima in tutto il Paese, in particolare nel Nord Italia, ma presente anche in molte realtà europee. È un'idea condivisa da una parte dell'opinione pubblica e, talvolta, anche da forze politiche, non sempre in buona fede.


Nelle aree prive di una tradizione mafiosa è spesso difficile accettare che le organizzazioni criminali possano essere presenti accanto ai luoghi in cui si vive e si lavora. Si teme, erroneamente, che riconoscere il problema significhi danneggiare l'immagine del proprio territorio. È un pregiudizio alimentato, direttamente o indirettamente, anche dalle stesse organizzazioni mafiose, che hanno tutto l'interesse a rimanere invisibili.


La realtà è esattamente opposta: parlare di mafia è il primo passo per contrastarla ed è una condizione indispensabile per liberarsene.


Oggi sento però il bisogno di aggiungere una riflessione. A forza di negare, di sottovalutare e di non voler vedere il fenomeno, la mafia al Nord si è radicata così profondamente da trovarsi, in molti casi, persino più a suo agio che al Sud. E forse dovrei eliminare quel "quasi".


Per questo ritengo fondamentale parlare dell'operazione Hydra, un'indagine di straordinaria importanza alla quale, a mio avviso, non viene ancora dedicata l'attenzione che merita. Per una volta, infatti, non siamo arrivati in ritardo rispetto all'evoluzione delle strategie mafiose: siamo riusciti a comprenderle mentre si stavano consolidando.


L'operazione Hydra, condotta con grande professionalità dalla Procura di Milano, guidata dal Procuratore Viola e coordinata dai procuratori Cerreti e Ferracane, ha confermato un'ipotesi che molti analisti sostenevano da tempo: le principali mafie italiane e straniere collaborano tra loro attraverso una sorta di tavolo confederale.


Questa conferma preoccupa molti. Anche per questo la Procura di Milano è spesso oggetto di attacchi: talvolta mossi dalla malafede, altre volte frutto di valutazioni superficiali o di dichiarazioni che sarebbe stato meglio evitare.


Per queste ragioni la Fondazione Caponnetto sostiene con convinzione l'indagine Hydra ed esprime pieno sostegno all'attuale Procura di Milano.


Grazie per quello che fate.


Salvatore Calleri

Commenti